{"id":56,"date":"2013-04-21T08:01:04","date_gmt":"2013-04-21T06:01:04","guid":{"rendered":"http:\/\/noteminimeinfo.noblogs.org\/?p=56"},"modified":"2013-04-21T08:07:14","modified_gmt":"2013-04-21T06:07:14","slug":"incontro-con-serge-latouche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/noteminimeinfo.noblogs.org\/?p=56","title":{"rendered":"INCONTRO CON SERGE LATOUCHE"},"content":{"rendered":"<h6 style=\"text-align: justify\">Queste righe prendono spunto dal dialogo sulla decrescita con Serge Latouche tenutosi il 28 gennaio 2013 a Colle Val D\u2019Elsa.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Serge Latouche nasce a Vennes, nella regione francese della Bretagna il dodici gennaio del 1940. E\u2019 economista e filosofo, conosciuto per i suoi studi d\u2019antropologia economica ed \u00e8 uno dei molti avversari dell\u2019occidentalizzazione del pianeta Terra. Il suo pensiero \u00e8 critico riguardo all\u2019odierno concetto di sviluppo.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Uno dei temi da lui affrontato \u00e8 quello della \u201cdecrescita conviviale\u201d.<br \/>\nIl termine decrescita \u00e8 uno\u00a0 slogan, spiega l\u2019economista. Una sorta di grido di battaglia provocatorio. Non sta a significare il contrario di crescita, ma vuole essere un pensiero alternativo alla concezione postindustriale turbo-capitalistica di \u201csviluppo\u201d.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Le pi\u00f9 grandi lobby di inquinatori, sfruttatori e devastatori della biosfera si uniscono in associazioni intercontinentali per alimentare le loro attivit\u00e0 incentrate sulla crescita e chiamano queste attivit\u00e0 con parole grigioverdi come \u201csviluppo sostenibile\u201d o \u201cgreen economy\u201d. Sono le stesse persone responsabili dell\u2019eternit che avvelena operai.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Per riportare alla memoria quel fatto aggiungiamo che il 13 febbraio 2012 il tribunale di Torino emette una sentenza che passer\u00e0 alla storia in Italia e che svela le modalit\u00e0 con le quali opera la grande industria. Migliaia di morti ammazzati da imprenditori inumani che mirano solo a rafforzare i propri imperi. Dalla sentenza Eternit del febbraio 2012, ci troviamo al giugno successivo, Rio +20, il forum istituzionale mondiale per l\u2019ambiente formato dai venti paesi pi\u00f9 ricchi del mondo. Stephan Schmidtheiny, a capo del gruppo fra i principali responsabili di migliaia di morti finora accertati, avvelenati dalle sostanze cancerogene contenute nell\u2019eternit, uno dei principali responsabli di un inquinamento di portata ritenuta ancora incalcolabile,\u00a0 oggi anche tra i fondatori di WBCSD (World Business Council for Sustainable Development), riceve in regalo un invito dal WTO, la Word Trade Organization proprio per discutere di ambiente: \u201csviluppo sostenibile\u201d e \u201cgreen economy\u201d sono i temi attorno ai quali verte l\u2019incontro.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Ecco, questo \u00e8 \u201csviluppo\u201d?<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Sarebbe interessante leggere l\u2019articolo dal titolo \u201cGlobalizzazione: idee per capire, vivere, opporsi al nuovo modello di profitto\u201d che ho letto su \u201cA rivista anarchica\u201d (nota 1) (<a href=\"http:\/\/www.anarca-bolo.ch\/a-rivista\/index.php?nr=274&amp;pag=..\/antiglob\/a_antiglob.htm\">http:\/\/www.anarca-bolo.ch\/a-rivista\/index.php?nr=274&amp;pag=..\/antiglob\/a_antiglob.htm<\/a>).<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Cos\u2019\u00e8 in realt\u00e0 il movimento della Decrescita? (nota 2)<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Latouche continua dicendo che non c\u2019\u00e8 uno slogan o un parola che possano definire questo. Far crescere la qualit\u00e0 dell\u2019aria, delle acque, della salute, anche questo \u00e8 sviluppo secondo il movimento della decrescita. Oggi abbiamo aria inquinata, beviamo acqua dalla plastica perch\u00e9 quella del rubinetto \u00e8 avvelenata, il nostro cibo ci porta obesit\u00e0, colesterolo e diabete. L\u2019uso eccessivo delle nostre stesse medicine ci ammala.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Gli economisti per far funzionare tutto ci\u00f2 si sono inventati una forma di crescita illimitata.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">L\u2019attuale economia per funzionare si riduce, per noi poveri profani, in un continuo aumento del prodotto lordo dei paesi: il Pil \u00a0(Prodotto Interno Lordo).<br \/>\nCrescere per crescere, come si fa? E\u2019 impossibile.<br \/>\nIn una societ\u00e0 fagocitata dall\u2019economia della crescita e della globalizzazione le grandi organizzazioni hanno bisogno di creare sempre nuovi bisogni andando ad operare sul sistema dei desideri. I desideri nell\u2019essere umano sono infiniti e anche per mezzo della cultura e della comunicazione i desideri vengono trasformati in bisogni.<br \/>\nStiamo provando sulla nostra pelle quanto questo influisca sulle nostre cognizioni, ovvero sul nostro modo di vedere il mondo.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 cambiare paradigma e uscire da questa societ\u00e0 di crescita?<br \/>\nPerch\u00e9 non \u00e8 sostenibile e non \u00e8 neanche auspicabile (nota 3).<br \/>\nLatouche parla di impronta ecologica. Quanto impatto abbiamo sulla terra? L\u2019impronta ecologica \u00e8 un indicatore utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Nel\u00a0 2003 \u00e8 nato il Global Footprint Network al fine di creare dei parametri per misurare il nostro impatto sulla Terra, l\u2019unico pianeta di cui disponiamo, contabilizzando le risorse in modo da calcolare \u201cquanta natura abbiamo a disposizione, quanta ne utilizziamo, chi la utilizza.<br \/>\nIn Italia Alessandro Galli (Chemical Sciences all\u2019Universit\u00e0 di Siena) \u00e8 il direttore del Programma Mediterraneo e applica la metodologia dell\u2019impronta ecologica alla dipendenza umana dalle risorse.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Partiamo dal presupposto che il pianeta abbia una superficie limitata (51 Miliardi di ettari circa); lo spazio utilizzabile sembra sia di 12 Miliardi di ettari, dato che il fondo del mare \u00e8 adatto solo per gettare rifiuti radioattivi, magari come si \u00e8 fatto anche nei mari del sud Italia (<a href=\"http:\/\/agnesinapozzi.altervista.org\/le-denunce-di-gianni-lannes-sui-rifiuti-nucleari-e-industriali-2\/\">http:\/\/agnesinapozzi.altervista.org\/le-denunce-di-gianni-lannes-sui-rifiuti-nucleari-e-industriali-2<\/a>\/).<br \/>\nSembra, riporta Latouche, che se tutte le persone del mondo vivessero come un cittadino americano, servirebbero quattro pianeti come la Terra per soddisfare le richieste dell\u2019umanit\u00e0 sulla natura.<br \/>\nOggi gran parte delle risorse mondiali sono sfruttate da una piccola percentuale di paesi super ricchi e divoratori di energia.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Il Rapporto del Gruppo sul Cambiamento Climatico mostra come piccole variazioni di temperatura a livello globale possano sommergere interi paesi, coinvolgendo anche centinaia di milioni di persone. Inoltre i ghiacciai dei poli si stanno sciogliendo molto pi\u00f9 velocemente di quanto anche il Gruppo per il Cambiamento Climatico avesse calcolato.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Il sistema di sviluppo industriale ha consentito un cambiamento reale delle condizioni di vita delle persone, ma solo fino agli anni Settanta, quando ancora l\u2019imperialismo occidentale si poteva permettere di sfruttare le antiche colonie a danno delle popolazioni indigene; oggi si vive un benessere virtuale (nota 4).<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Dalla fine degli anni Settanta la forbice tra il Pil e il benessere vissuto si divarica, il modo di calcolo del prodotto interno lordo come indicatore di benessere viene criticato e ritenuto inadatto a misurare le reali condizioni di benessere.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Fra i diversi metodi proposti in alternativa al Pil \u00e8 il GPI (Genuine Progress Indicator), un Indicatore di Progresso Reale che ha come obiettivo la misurazione dell\u2019aumento della qualit\u00e0 di vita.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Altro metodo di misurazione alternativa al Pil \u00e8 il FIL (Felicit\u00e0 Nazionale Lorda).<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Ci sono anche altri metodi che prendono in considerazione vari parametri che il Pil ignora completamente e che costituiscono invece delle variabili fondamentali per la definizione e misurazione della qualit\u00e0 di vita e di sviluppo. Oggi si deve tendere a tenere in considerazione il benessere reale, quello percepito, lo stato della salute, i costi ambientali e sociali dello sviluppo.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Diversi economisti si occupano oggi di felicit\u00e0. Latouche cita fra i molti l\u2019economista indiano Amarthya \u00a0Sen (nota 5).<br \/>\nCos\u2019\u00e8 la felicit\u00e0? Possiamo, secondo il nostro punto di vista, pensarla collegata a tre sfere tra loro interconnesse: speranza di vita, impronta ecologica, sentimento di felicit\u00e0.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Intanto nel mondo occidentale, forse proprio a conferma dello stato di depressione generale, si assiste ad un numero elevato di suicidi di imprenditori e, fatto spaventoso, di giovani e adolescenti.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Anche Baumann parla di personalit\u00e0 multiple da usare nei momenti del bisogno, a svantaggio della propria identit\u00e0.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Happy Planet Index, ci dice Latouche, \u00e8 l\u2019indice che si articola dalla misurazione del grado di felicit\u00e0 (speranza di vita, sentimento di felicit\u00e0, impronta ecologica), osservando il quale si possono prendere alcuni spunti interessanti. Prendendo solo alcuni dati pubblicati (<a href=\"http:\/\/www.happyplanetindex.org\/\">www.happyplanetindex.org<\/a>) notiamo infatti che l\u2019 HPI, indice di felicit\u00e0, \u00e8 di 46,4 punti per l\u2019Italia, mentre Cuba riporta un indice di felicit\u00e0 che arriva a 56,2 punti. Negli Stati Uniti l\u2019indice di felicit\u00e0 arriva a soli 37,3 punti dell\u2019hpi. Probabilmente nelle societ\u00e0 moderne non si vive pi\u00f9 cos\u00ec bene, ma\u00a0 ci si accontenta, non si \u00e8 poi tanto felici. L\u2019ambiente \u00e8 messo in serio ed urgente pericolo, la speranza di vita \u00e8 paranoia di morte ipermedicalizzazione e accanimento scientifico, la socialit\u00e0 \u00e8 stata trasformata nell\u2019alienazione dei consumi.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Non ci sono alternative, bisogna inventare nuovi sistemi sociali che siano pi\u00f9 sensibili alle molte variabili dell\u2019ecosistema, che si basino su utopia e sogno. Si, sognare un altro mondo libero dall\u2019imperialismo delle merci e degli scambi economici.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Serge Latouche parla di un circolo virtuoso delle otto R: rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare; in opposizione ai temi del commercio attuale (svalutare, deconcettualizzare, costruire, delocalizzare, accaparrare, aumentare, monoutilizzare, buttare).<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Quali le vie d\u2019uscita?<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">La natura non \u00e8 il nostro nemico da spiare, comprendere e sezionare, non va derubata dei propri segreti; essa \u00e8 un ecosistema, \u00e8 un essere vivente nella sua totalit\u00e0, esseri umani compresi, facenti parte di quel tutto che \u00e8 l\u2019ambiente.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Ritorniamo brevemente sugli otto punti del circolo virtuoso delle otto R esposti dall\u2019econimista francese. Secondo Latouche vanno rivalutati i valori di comunit\u00e0, cooperazione, altruismo e abbandono della guerra contro la natura come mezzi per applicare quei cambiamenti tanto urgenti, quanto sottovalutati dai pi\u00f9.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">La ristrutturazione \u00e8 da focalizzare su temi fondamentali come la struttura sociale, le infrastrutture ciclopiche e devastanti, i modi di produzione industriale basati sulla delocalizzazione. Bisogna rilocalizzare, ovvero ritrovare un senso del locale e del reale. Vivere localmente il commercio significa produrre e vendere nello stesso territorio fisico, non dover spostare le merci per decine di migliaia di chilometri, con notevole vantaggio per i cittadini ed una fondamentale riduzione del consumo di combustibili fossili, tanto inquinanti, quanto motivo di guerre e sofferenze.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Il modello della grande distribuzione va rivisto. Sembra che in occidente il 40 per cento del cibo immesso sul mercato vada perduto: un venti per cento va in scadenza nei magazzini dei grossi centri commerciali e l\u2019altro 20 per cento sembra essere gettato via da noi. Una piccola azione da portare come esempio delle azioni possibili per intaccare questo circolo vizioso, come ci ricorda Serge Latouche, \u00a0pu\u00f2 essere l\u2019idea del Last Minute Market, luoghi di raccolta delle marci in scadenza dove vendere a basso costo prodotti che altrimenti andrebbero persi nella spazzatura.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Altro tema affrontato dall\u2019idea di circolo virtuoso \u00e8 il concetto di riduzione. Sembra un semplice slogan: lavorare meno per lavorare tutti e lavorare meno anche per vivere meglio. Fino agli anni 70 il lavoro serviva per vivere, oggi il lavoro serve a consumare, a rendere continuo e incessante il ciclo lavoro-consumo-lavoro. Questo ciclo fa immettere sul mercato prodotti di breve durata che passano di moda in fretta e che hanno nella loro genetica il concetto di obsolescenza programmata. Questo significa che ogni prodotto tecnologico viene costruito per rompersi dopo un tempo prestabilito di funzionamento.<br \/>\nOgni giorno partono dai porti delle citt\u00e0 pi\u00f9 &#8220;sviluppate&#8221; carichi di computer e telefoni da gettar via, raggiungono i paesi pi\u00f9 lontani e a spese della vita dei pi\u00f9 poveri vengono smontati per recuperare i metalli in essi contenuti. Queste operazioni inquinano moltissimo e quasi sempre vengono effettuate senza precauzioni da squadre di bambini costretti dalla fame e ignari del pericolo per la salute e per l&#8217;ambiente (nota 6).<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Fra un&#8217;utopia e la realt\u00e0 ci deve per\u00f2 essere un programma politico. Serge Latouche ci racconta che nel 2007 ha l&#8217;occasione di scrivere un programma per un partito francese. Il programma \u00e8 sintetizzato in pochi punti che riassumono il concetto di &#8220;decrescita&#8221;.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Uno dei primi passi dovrebbe essere quello di recuperare un&#8217;impronta ecologica sostenibile, che sia uguale o inferiore alla misura di un pianeta, ovvero ridurre l&#8217;impatto sulla natura di un buon 75%.<br \/>\nCon la globalizzazione i prodotti che mangiamo vengono prodotti lontano, devono percorrere decine di migliaia di kilometri, devono essere riempiti di conservanti e altre &#8220;diavolerie&#8221; per renderli adatti ai nostri palati ormai imbugiarditi dalla cultura \u201cmerendine e fast-food\u201d.<br \/>\nLa carne allevata in batteria in enormi stalle industriali \u00e8 nutrita di farine animali, le verdure irrorate di veleni, le acque inquinate dagli stessi cicli industriali e tutto questo ci rende malati e deboli.<br \/>\nSarebbe giusto, secondo Latouche, imporre delle ecotasse sui trasporti e fare in modo di rilocalizzare le attivit\u00e0 produttive. Restaurare una agricoltura contadina senza prodotti chimici e a kilomentro zero ridurrebbe i problemi di salute generati da un&#8217;agricoltura chimica industriale e dal consumo di combusibili e concimi fossili.<br \/>\nBisogna trasformare gli aumenti di prodotto in riduzione di tempo di lavoro e stimolare la produzione di relazioni umane, amicizie e conoscenze che occupino il tempo di non lavoro senza per\u00f2 distruggere l&#8217;ambiente o danneggiare il benessere.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Altro passo fondamentale \u00e8 secondo il programma politico di Latouche, la riduzione degli sprechi d&#8217;energia (<a href=\"http:\/\/www.negawatt.org\/\">http:\/\/www.negawatt.org<\/a>).<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">La pubblicit\u00e0 ha chiari messaggi: compra e consuma. Tutte le spese di pubblicit\u00e0 andrebbero penalizzate con delle apposite tasse. Ogni individuo dovrebbe poter avere tutto ci\u00f2 di cui necessita, ma non dovrebbe avere rimodellato l&#8217;immaginario su falsi bisogni.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Moratoria sulla ricerca scientifica. Quale \u00e8 la scienza che ci serve, quale tecnica ci aiuta e quale invece \u00e8 finalizzata al consumo? Serve una democratizzazione della scienza ( L. cita Dominique Belpomme).<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Riappropriarsi della moneta. Gi\u00e0 Aristotele parlava della moneta come bene comune. Latouche \u00e8 uno di quelli che pensa che le banche dovrebbero essere private del potere di gestire i soldi.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Commentando questo programma il filosofo economista racconta un sogno: &#8220;Vengo eletto, vinco le elezioni e gi\u00e0 dopo la prima settimana, finite le pratiche per l&#8217;insediamento, comincio ad applicare i punti di cui sopra. Vengo ucciso, perch\u00e8 ho una maggioranza troppo bassa&#8221;.<br \/>\nPer realizzare un programma cos\u00ec radicale, ci spiega Serge, bisognerebbe avere una maggioranza enorme, nell&#8217;ordine dell&#8217;ottanta per cento. Per avere una maggioranza cos\u00ec bisogna avere dei cittadini sensibili e consci di questi problemi.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Lo sforzo che ci si propone \u00e8 quindi iniziare ad agire a livello culturale e dal basso lavorando su dei progetti sociali non riducibili a progetti politici o di partito. Ci sono molte diverse esperienze in questo senso (nota 7).<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Esempi pratici di sensibilit\u00e0 si trovano in molti documenti politici. Ecuador e Bolivia per esempio dichiarano nelle rispettive costituzioni che la natura non pu\u00f2 essere privatizzata (nota 8).<br \/>\nIn molti paesi, in ogni paese, ci sono movimenti formati da persone, non da numeri, che testimoniano dell&#8217;urgenza, della necessit\u00e0 e della volont\u00e0 di costruire modelli sociali alternativi a misura di felicit\u00e0 e possibilit\u00e0 di vita. L&#8217;impronta ecologica \u00e8 il minimo valore dal quale partire per fermare la devastazione del pianeta, una &#8220;decrescita&#8221; dal basso che renda possibile una evoluzione necessaria e indispensabile per la vita della biosfera e il benessere delle persone.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Piccoli gruppi di persone che fanno cose assieme, un consumo critico e moderato, la difesa del territorio che abitiamo, senza per\u00f2 chiuderci nel nostro giardino lasciando fuori il resto.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Uscire dallo spirito del capitalismo e rivalutare i capitali sociali, le relazioni, l&#8217;umanit\u00e0, l&#8217;importanza del rispetto per la biosfera.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Restaurare la democrazia si pu\u00f2, togliendo potere alle oligarchie finanziarie e ridistribuendo la ricchezza per il benessere di tutti.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\"><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\">Note<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\"><i>Nota 1. L\u2019articolo divulga in maniera ormai classica i caratteri fondanti dell\u2019attuale modello di sviluppo del mercato globale basato sull\u2019allargamento del mercato delle merci e degli scambi economici. Un sistema che anche grazie alla cultura pubblicitaria diffusa in special modo dai grandi media di massa come televisione, radio, giornali ed oggi anche internet, con la sua capacit\u00e0 di potente generatore di identit\u00e0, la comunicazione fredda attraverso bit sperduti nella rete, veloce, differita, qualche volta disattenta, si centra su aumento del numero di acquirenti, aumento della quantit\u00e0 delle merci, sull\u2019aumento di consumi energetici. Tutto in un conteso di accaparramento delle risorse scandito dagli accordi con il Wto sugli ogm (organismi geneticamente modificati) sulla possibilit\u00e0 di brevettare idee, medicine, addirittura molecole, organismi o il genoma umano presenti in natura, non dentro una fabbrica come poteva essere custodita la ricetta segreta della Poca Cola. Questo non \u00e8 sviluppo, questo ha un termine preciso: biopirateria.<br \/>\nQuesta nostra storia, una storia che sta pesando non solo su di noi, ma peser\u00e0 anche su tutte le generazioni a venire, si svolge in un contesto economico dove brevettare significa disporre di ingenti capitali che solo poche lobbies possono permettersi.<br \/>\nSi pu\u00f2 assistere ad una destrutturazione e perdita di potere degli stati nazionali; chi detiene le risorse, intese nell\u2019accezione ampia del termine (economiche, mediatiche, politiche, energetiche), pu\u00f2, senza passare per la mediazione degli stati che dovrebbero proteggere il benessere dei cittadini, direttamente interloquire con loro, convincerli con i media ed acquistarli \u201clowcost\u201d nell\u2019impellenza di una crisi. Il potere degli stati politici e dei governi \u00e8 stato ceduto a gruppi internazionali non eletti basati solo sull\u2019interesse economico. Queste e molte altre sono le concause che portano ad esiti devastanti per la biosfera e per tutti i suoi abitanti, riducendo le diversit\u00e0, aumentando le disuguaglianze, indebitando l\u2019umanit\u00e0 nei confronti del Wto, della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale, mentre la cultura consumista ci spinge sempre pi\u00f9 a diventare esseri asessuati pronti al consumo.<\/i><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\"><i>Nota 2. Anche se oggi non \u00e8 di comune sentire tutta la storia \u00e8 stata percorsa da movimenti, idee e persone che si sono impegnate in maniera civile e profonda, anche dando la propria vita, per contrastare la cultura egemone dei detentori di potere di turno, cercare nuove vie di evoluzione, tentare nuovi modi di convivenza e inclusione, migliorare le condizioni di vita e ridurre i mali della societ\u00e0 aumentando il grado di civilt\u00e0.<\/i><i><br \/>\n<\/i><i>Pensiamo anche alle critiche fatte alla visione illuminista delle scienze, alle condizioni di lavoro nelle fabbriche, gli studi sui rapporti di potere che si instaurano nelle istituzioni, la constatazione, nelle parole di diversi autori, del fallimento del modello capitalista che si \u00e8 rivelato lontano dagli interessi della maggior parte dell\u2019umanit\u00e0 e dell\u2019ambiente nel quale viviamo.<\/i><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\"><i>Nota 3.<\/i><i> Inoltre siamo in una societ\u00e0 spersonalizzata dove ognuno non riesce ad essere se stesso, ma indossa varie identit\u00e0 a seconda della piazza che frequenta o il negozio nel quale entra, una societ\u00e0 dell\u2019insicurezza, dei disastri ambientali, delle strade allagate, delle crisi che si susseguono almeno dall\u2019800, ci troviamo in una realt\u00e0 liquida, distaccata e digitale. La rete, con tutti i suoi \u201caggeggi\u201d di connessione da qualsiasi posto, a violare l\u2019intimit\u00e0 e allentare i legami dei rapporti umani. Serie di dati, uno zero, quasi fosse un mondo giocato totalmente sul vivo o morto, buono cattivo, rosso nero, senza contare le varie sfumature e i colori del mondo vero, della biosfera con tutti i suoi abitanti, tutti diversi, infinitamente diversi, non riducibili a schemi organizzati e a concezioni economiche della libert\u00e0 e dei diritti. Per una lettura dell\u2019articolo si rimanda alla pagina (link). <\/i><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\"><i>Nota 4. Ivan Illich (<\/i><a href=\"http:\/\/ita.anarcopedia.org\/Ivan_Illich\"><i>http:\/\/ita.anarcopedia.org\/Ivan_Illich<\/i><\/a><i>), noto teologo e filosofo, si occupa anche degli effetti dello sviluppo tecnologico moderno: sistema scolastico, ipermedicalizzazione, trasporti, problemi ecologici e di salute. Fra le sue definizioni: \u201cQuando un\u2019attivit\u00e0 umana esplicata mediante strumenti supera una certa soglia definita dalla sua scala specifica, dapprima si rivolge contro il proprio scopo, poi minaccia di distruggere l\u2019intero corpo sociale\u201d. E\u2019 importante, secondo Illich, determinare queste scale naturali e individuare le soglie che\u00a0 delimitano il campo di sopravvivenza umana.<br \/>\nEgli condivide una linea di pensiero che si incentra su una \u201csemplicit\u00e0 volontaria\u201d, mira ad una decrescita sostenibile, propone un\u00a0 modello di societ\u00e0 conviviale dove n\u00e9 stato, n\u00e9 privati possiedano alcun monopolio (istruzione, medicina, trasporti, ecc.), consentendo a ciascuno di esercitare la propria creativit\u00e0 senza limitare la libert\u00e0 altrui.<\/i><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\"><i>Nota 5. Amarthya Kumar Sen, economista indiano, gi\u00e0 premio Nobel per l\u2019economia 1998, parte da un\u2019analisi critica dell\u2019economia del benessere. Sen oppone ai parametri di benessere sociale soggettivo, un pensiero che rivolge attenzione alla tutela dei diritti umani oggettivi, egli supera i tradizionali parametri di sviluppo opponendo ai parametri di crescita e quantit\u00e0, quelli di uno sviluppo incentrato su parametri di felicit\u00e0 e qualit\u00e0. <\/i><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\"><i>Nota 6. Nel 2008 ho potuto vedere con i miei occhi, al largo delle coste nord della capitale della Mauritania, una mega-discarica\u00a0 internazionale di navi dismesse. Uno dei tanti posti dove i detentori di tecnologia, noi popoli civili, si va ad abbandonare i nostri relitti carichi di morte col benestare di qualche despota locale, servo e padrone tutto indaffarato a seguire il guadagno ad ogni costo.<\/i><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\"><i>Nota 7. &#8220;Se vuoi cambiare il mondo, inizia a cambiare te stesso&#8221; credo volesse dire un omino con gli occhiali vestito di bianco (Gandhi).\u00a0 Anche noi facciamo parte del mondo, anche noi ne siamo una piccola parte, una goccia nel mare, ma il mare stesso \u00e8 fatto di gocce&#8230;<\/i><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify\"><i>Nota 8. Costituzione della Bolivia art. 13.<\/i><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: right\" align=\"right\">Marco Ambrosini<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Queste righe prendono spunto dal dialogo sulla decrescita con Serge Latouche tenutosi il 28 gennaio 2013 a Colle Val D\u2019Elsa. Serge Latouche nasce a Vennes, nella regione francese della Bretagna il dodici gennaio del 1940. E\u2019 economista e filosofo, conosciuto &hellip; <a href=\"https:\/\/noteminimeinfo.noblogs.org\/?p=56\">Continue reading <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6370,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[4,43,45,44,46,47,42],"class_list":["post-56","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente-2","tag-ambiente","tag-decrescita","tag-decrescita-conviviale","tag-globalizzazione","tag-happy-planet-index","tag-marco-ambrosini","tag-serge-latouche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/noteminimeinfo.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/noteminimeinfo.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/noteminimeinfo.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/noteminimeinfo.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6370"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/noteminimeinfo.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/noteminimeinfo.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58,"href":"https:\/\/noteminimeinfo.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56\/revisions\/58"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/noteminimeinfo.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/noteminimeinfo.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/noteminimeinfo.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}